pasticceri Fratelli Klainguti, originari di Sankt Moritz, nel 1895 si installarono in Piazza Macelli di Soziglia, nel centro storico genovese: si narra che questa decisione avvenne per coincidenza, “grazie” a una nave per l’America che tardava, dando così inizio alla loro avventura ligure. Verdi frequentava quotidianamente la loro pasticceria quando era a Genova e, in onore del Compositore, ormai anziano e goloso di dolci, i Fratelli Klainguti crearono una brioche speciale chiamata “Falstaff”, come l’opera a cui il famoso avventore stava lavorando.
Verdi, in risposta, lasciò al negozio uno spiritoso biglietto, tuttora visibile dietro il bancone del locale di Piazza Macelli di Soziglia: «Grazie dei Falstaff, buonissimi! Molto migliori del mio».
Particolare fu la genesi del Falstaff, composto da un Verdi in età avanzata su libretto di un giovane promettente, Arrigo Boito: una “strana coppia” creata dall’intuito dell’editore Giulio Ricordi, bizzarramente assortita ma protagonista di uno straordinario sodalizio artistico.


